Ostia racconta - Un busto di Giove formato tascabile

 

busto di gioveil piccolo busto di Giove in bronzo La piccola scultura di bronzo raffigura Giove, divinità suprema della religione romana, in greco nota come Zeus. La testa del dio è cinta da una corona di foglie di quercia, con due nastri che ricadono sulla nuca. La spalla sinistra è coperta da un corto mantello greco detto chitone, caratterizzato da profonde pieghe, mentre la resa della folta barba e dei capelli arruffati appare notevolmente plastica e chiaroscurale. Il viso è caratterizzato da una espressione assorta e severa, che appare insolita per Giove, di solito rappresentato in trono con un aspetto pacifico e benigno. Forse si tratta della piccola copia di una statua famosa dell'antichità, lo Zeus Brontaios opera dello scultore greco Leochares, vissuto ad Atene nel IV secolo a.C. Questa statua raffigurava appunto Zeus “del tuono”, ossia colto nell’atto di scagliare la folgore; dalle fonti sappiamo che Leochares realizzò la scultura probabilmente nel 371 a.C., in occasione della fondazione della città di Megalopoli nel Peloponneso. La statua di Leochares fu poi portata a Roma durante il regno dell’imperatore Augusto, quando fu vista e descritta da Plinio il Vecchio, che la menzionò con il nome latino di Iuppiter Tonans o Giove Tonante.

Questo piccolo busto quindi prende a modello una statua famosa del periodo ellenistico, rielaborandola in dimensioni molto ridotte. Probabilmente si trattava di una applique, ossia di una decorazione in bronzo da applicare a mobili dell’abitazione romana, forse ad un letto o ad un armadio. Manca purtroppo il piccolo piedistallo che doveva sostenere la figura bronzea. L’opera, di buona fattura, viene datata probabilmente al I-II secolo d.C.

Il piccolo busto di bronzo è stato ritrovato, insieme ad altri, nel corso degli scavi del 1913-15 effettuati nell'area del Molino del Silvano a Ostia antica: il grande stabilimento per la produzione del pane venne distrutto da un incendio alla fine del III secolo d.C..

Questi ritrovamenti sono stati esposti nel Museo ostiense, in occasione di un'edizione di "Eppur si espone" dedicata proprio ai bronzetti del panificio di via dei Molini (segui il link per saperne di più).

busto di Giove in bronzoIl busto di giove in mostra per Eppur si espone

 

Per saperne di più:

Notizie degli Scavi di antichità 1915, p. 255.

P. E. Arias, “Leochares 1” in Enciclopedia dell’arte antica IV, Roma, 1961, pp. 565-6.

R. Calza e M. Floriani Squarciapino, Museo Ostiense, Roma, 1962, p. 102.

J. Chamay, Ostia, port de la Rome antique, Musée Rath, Genève-Paris, 2001, p. 109.

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